Virginia Raggi: tutti gli ostacoli dei primi 100 giorni da sindaco di Roma woolrich donna marrone

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set

Virginia Raggi: tutti gli ostacoli dei primi 100 giorni da sindaco di Roma woolrich donna marrone

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Un percorso a ostacoli, una strada in salita. Nei suoi primi 100 giorni di governo della Capitale, Virginia Raggi tutto quello che poteva andar male per il primo sindaco donna di Roma, è andato male: dallo scoprire di avere in squadra un assessore indagato al ritrovarsi senza più un assessore al bilancio per lunghe settimane. In mezzo le risse tra fratelli coltelli di Movimento, i rumorosi adii, le ripicche, le minacce woolrich contraffatto, le lacrime, i balletti isterici, il disco rotto dei discorsi in pubblico, i chili, i tanti chili persi. Ora, due caselle importanti rimaste vuote alla vigilia del cruciale appuntamento con il bilancio di previsione, quelle al Bilancio e alle Partecipate, sono state riempite (leggi qui chi sono)

Adesso Raggi è nelle condizioni di mettere in atto il suo programma e quanto promesso in campagna elettorale. Dovrà dimostrare di avere in mente un piano per la città che non si esaurisca con il no alle Olimpiadi. Dovrà soprattutto riuscire a scrollarsi di dosso quell’immagine dolente di chi si ritrova catapultato in un universo sconosciuto e deve improvvisarsi esperto di ciò che ignora totalmente. Qui di seguito alcuni dei momenti che hanno reso tanto complicati i primi tre mesi di Virginia Raggi al governo della Capitale e sollevato parecchi dubbi sulla sua adeguatezza come sindaco. (SCORRI AVANTI)

Cercasi disperatamente assessore al bilancio

Dopo una valanga di rifiuti e le ultime polemiche intorno alla figura dell’ex magistrato della Corte dei Conti Salvatore Tutino, inviso a parte del Movimento che da tempo lo aveva etichettato come parte della Casta, e rassegnatosi a rinunciare all’incarico per “assenza di presupposti”, la scelta è ricaduta su due figure che da tempo gravitano nell’orbita grillina ma dal pedigree controverso. Il nuovo assessore al Bilancio è infatti Andrea Mazzillo, coordinatore dello staff della Raggi, in passato già candidato alle primarie per la segreteria regionale del Pd, a sostegno di Nicola Zingaretti, e con Lista civica per Veltroni a Ostia e dipendente in aspettativa di Equitalia, bestia nera di Grillo&co. La Partecipate sono state invece affidate a Massimo Colomban, un imprenditore vicino fin dall’inizio al Movimento 5 Stelle ma anche alla Lega del governatore veneto Luca Zaia che infatti gli ha mandato i suoi auguri per il nuovo incarico. 

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+++ PER GENTILE CONCESSIONE DEL CORRIERE DELLO SPORT +++ Il sindaco di Roma Virginia Raggi (s) a pranzo in un ristorante nella zona di Piazza Indipendenza con l’assessora alla Mobilità Linda Meleo moretto abbigliamento woolrich, Roma, 21 settembre 2016. – Credits: ANSA/CORRIERE DELLO SPORT

Olimpiadi no

Nessuna sorpresa sul no alle Olimpiadi annunciato fin dalla campagna elettorale, ribadito anche nei giorni scorsi e infine confermato dal voto dell’Aula. “Era da irresponsabili dire sì alla candidatura” ha scritto Raggi in un post su Facebook. Ma le polemiche non accennano a placarsi. La principale contestazione rivolta dai sostenitori della candidatura olimpica di Roma a città ospite dei Giochi del 2024, è che con questo rifiuto il Movimento 5 Stelle confessa, di fatto, la propria incapacità a gestire un grande evento come questo riuscendo a tenere alla larga ladri e speculatori. Anche il premier Matteo Renzi, che ha sempre evitato attacchi nei confronti della Raggi raccomandando anche al Pd di evitarli, ha parlato alla fine di “figuraccia internazionale”. E figuraccia è stata anche quella di Raggi fotografata da Il Corriere dello Sport a pranzo fuori (l’impegno improvviso, causa per il suo ritardo) mentre il presidente del Coni Giovanni Malagò l’attendeva in Campidoglio per un ultimo faccia a faccia.

“Bello, bello, bellissimo”

Chiamata sul palco della festa annuale del Movimento, quest’anno svoltasi a Palermo, Virginia Raggi ha parlato per 14 minuti pronunciando per 14 volte le parole “bello, bellissimo”. Beppe Grillo e Davide Casaleggio l’hanno festeggiata e applaudita complimentandosi con lei. La rete, però, non è stata altrettanto tenera e si è scatenata in battute e fotomontaggi di ogni tipo. Al suo arrivo il sindaco di Roma era stato preso d’assalto da fan e giornalisti. E mentre i cronisti venivano violentemente spintonati dalle guardie del corpo – al punto che in serata il Movimento è stato costretto a diffondere una nota per dissociarsi da ogni forma di violenza fisica – lei, il sindaco, ballava.

Raffica di dimissioni

Il 31 agosto fu la volta di Carla Raineri, ex capo di Gabinetto, di fatto rimossa dall’amministrazione Raggi dopo le infuocate polemiche interne sui suoi compensi e con la scusa di una presunta incompatibilità sancita dall’Anac in un parere consegnato al sindaco che ne aveva fatto richiesta. Il giorno dopo toccò all’ex assessore Marcello Minenna, ex uomo Consob e figura chiave della squadra di assessori messa faticosamente insieme dal sindaco. Nei giorni scorsi avrebbe invece mollato (ma c’è stata la smentita della stessa Raggi) il ragioniere generale del Comune Stefano Fermante.

Dal giorno del suo insediamento, il sindaco non avrebbe mai trovato il tempo per incontrarlo e “senza un indirizzo politico chiaro”, Fermante non se l’è più sentita di andare avanti assumendosi le responsabilità che una situazione finanziaria sempre più drammatica comporta. Chissà che nelle ultime ore non ci abbia però davvero ripensato. Nel frattempo si era dimesso il mini-direttorio romano, guidato da Roberta Lombardi, incaricato di assistere il sindaco, consigliarla, indirizzarla nelle scelte. Non sopportando l’accerchiamento, Raggi se ne era lamentata con Beppe Grillo in persona. E il fondatore decise di accontentarla.

Il sindaco di Roma Virginia Raggi (a sinistra) con l’assessore Paola Muraro in aula Giulio Cesare in Campidoglio – Roma, 10 agosto 2016 – Credits: ANSA/ANGELO CARCONI

Paola Muraro

Per 50 giorni Virginia Raggi ha taciuto all’opinione pubblica, ai cittadini, di sapere che il suo assessore all’Ambiente woolrich falsi online, Paola Muraro, risultava iscritta nel registro degli indagati per reati ambientali. Come massima espressione di “trasparenza”, il sindaco si è limitata ad avvisare i vertici del Movimento 5 Stelle. Ma di Paola Muraro si era parlato e discusso a lungo, anche all’interno dello stesso Movimento, anche prima che si venisse a sapere dell’inchiesta a suo carico.

L’assessore che Raggi aveva voluto al suo fianco in occasione del blitz presso uno degli stabilimenti Ama, l’azienda che si occupa della raccolta dei rifiuti a Roma, e che in quell’occasione lanciò accuse pesanti nei confronti degli ex vertici della partecipata che infatti subito dopo rassegnarono le proprie dimissioni, è stata per ben 12 anni una delle consulenti di punta di Ama da cui ha ricevuto in tutto un milione di euro. Vicina anche all’ex patron della discarica di Malagrotta Manlio Cerroni, quando nemmeno era stata ancora nominata assessore, Muraro fu anche una delle partecipanti al vertice segreto per far fronte alla pre-emergenza di cui aveva parlato il neo sindaco, convocato il 30 giugno scorso presso lo studio di un avvocato romano e al quale presero parte anche il deputato pentstellato Stefano Vignaroli (principale sponsor della Muraro) e Candido Saioni, presidente di Colari, l’azienda di Manlio Cerroni.

Le vittime del terremoto

Ha sollevato rabbia e scalpore il fatto che il sindaco di Roma non abbia avvertito subito l’esigenza di rivolgere un pensiero alle 70 vittime romane del terremoto che nella notte tra il 23 e il 24 agosto ha sconvolto il Centro-Italia devastando località, come Amatrice, molto frequentate dai romani proclamando il lutto cittadino con ritardo e solo dopo diversi solleciti. Virginia Raggi non si è presentata al funerale di Stato di chi è rimasto ucciso nelle Marche. Ha disertato anche i funerali del figlio del questore di Frosinone e soprattutto quelle della famiglia del piccolo Gabriele all’Appio. Il giorno dopo il terremoto ha però organizzato una raccolta di beni nei vari Municipi nonostante la Protezione Civile nazionale avesse invitato a non inviare più materiale. Quello raccolto è stato così portato in magazzino “in attesa di nuove emergenze”. 

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